Royal Robbins, figura emblematica dell'alpinismo americano, ha profondamente influenzato l'arrampicata negli anni '60 e '70, diventando un pioniere del "clean climbing". La sua vita è stata un susseguirsi di sfide affrontate con etica e rispetto per la natura, dalla scoperta della passione per l'arrampicata in giovane età fino alla creazione di un'azienda che rifletteva i suoi valori. Attraverso le sue imprese epiche e i suoi scritti, Robbins ha lasciato un'eredità duratura che continua a ispirare gli scalatori di tutto il mondo, ridefinendo il modo di interagire con le montagne e la filosofia che ne sta alla base.
Nato nel 1935, Royal Robbins ha trascorso la sua infanzia a Los Angeles, scoprendo la sua vocazione per l'arrampicata e l'amore per la natura all'età di dodici anni. Questa passione lo ha portato a unirsi al Sierra Club, dove ha incontrato figure che avrebbero segnato la "Golden Age" dell'arrampicata. Le sue abilità si sono affinate nelle Tahquitz Mountain, dove a soli 17 anni ha compiuto la storica ascensione di Open Book. Il suo arrivo nello Yosemite nel 1952 ha segnato l'inizio di una serie impressionante di conquiste, tra cui la seconda ascensione di Sentinel Rock, una delle vie più impegnative dell'epoca.
Nel 1957, insieme a Mike Sherrick e Jerry Gallwas, Robbins ha realizzato una delle sue imprese più significative: la prima ascensione della parete nord-ovest dell'Half Dome, una scalata di 1200 metri che ha introdotto il VI grado di difficoltà nell'arrampicata americana. La sua etica rigorosa, in contrasto con le pratiche del suo rivale Warren Harding, lo ha spinto a minimizzare l'uso degli spit e a promuovere il "clean climbing", un approccio che privilegia il rispetto per la roccia e valorizza l'atto creativo dell'apertura di una via. Questo principio è stato concretizzato nel 1961 con la "Salathé Wall" su El Capitan, scalata in soli dieci giorni con l'uso di appena tredici spit. A Camp 4, fulcro dell'arrampicata americana, ha incontrato Liz Burkner, sua futura moglie e compagna di avventure, con cui ha realizzato nel 1967 la "Nutcracker Suite", la prima via interamente "clean", basata sull'utilizzo di rudimentali "nuts" per la protezione.
La sua influenza si estese anche al di fuori degli Stati Uniti. Nel 1962, insieme a Gary Hemming, Robbins affrontò il granito del Monte Bianco, tracciando la "Diretta Americana" sull'Aiguille du Dru. Questa impresa non solo ha aperto una via di straordinaria bellezza, ma ha anche introdotto nuove tecniche e idee nell'alpinismo europeo, accelerando l'emergere di movimenti come il "Nuovo Mattino" e il "Sassismo", e più in generale, l'arrampicata in fessura. Il suo ritorno sulle Alpi nel 1965, con John Harlin, lo vide aprire la "Direttissima Americana", sempre sul Dru, consolidando ulteriormente la sua reputazione internazionale.
Il 1968 fu un anno di svolta per Robbins. Realizzò la prima ascensione solitaria di El Capitan sulla "Muir Wall", trascorrendo dieci giorni sulla parete. Nello stesso anno, insieme a Liz, ebbe l'idea di fondare un'azienda di abbigliamento outdoor, spinto dall'esigenza di indumenti più adeguati rispetto alle divise militari allora in uso per l'arrampicata. Così nacque "Mountain Paraphernalia", poi rinominato "Royal Robbins", un marchio che divenne leader nel settore, proponendo prodotti comodi, robusti e realizzati con fibre naturali, riflettendo la filosofia che l'arrampicata non fosse una conquista, ma una fonte di benessere spirituale. L'azienda ha mantenuto un forte impegno per la sostenibilità ambientale, testimoniato dalle adesioni alla Yosemite Climbing Association e alla Conservation Alliance.
Nel 1971, Robbins e Don Lauria intrapresero una spedizione per "ripulire" la via aperta l'anno precedente da Warren Harding e Dean Caldwell, caratterizzata da un uso massiccio di chiodi e artificiali. Sebbene non riuscirono a rimuovere tutti i bulloni per questioni di tempo, la sorprendente qualità della roccia li accompagnò fino alla cima, segnando la prima ripetizione della "Dawn Wall" su El Capitan. Questa via è entrata nella storia ed è stata resa ancora più leggendaria dall'ascensione in completa arrampicata libera di Tommy Caldwell nel 2015, celebrata anche da un film pluripremiato.
La carriera di arrampicatore di Robbins si interruppe nel 1978 a causa di una grave forma di artrite, ma il suo amore per la natura lo portò a scoprire il kayak e a sviluppare il "flash boating", una disciplina che consisteva nel percorrere corsi d'acqua minori ingrossati dalle piogge. La sua eredità non si limitò alle scalate: i suoi manuali "Basic Rockcraft" e "Advanced Rockcraft" diffusero i principi del clean climbing a migliaia di scalatori. Il 14 marzo 2017, Royal Robbins si spense a Modesto all'età di 82 anni a causa di una malattia degenerativa. La sua scomparsa ha segnato la fine di un'era, ma la sua visione e il suo impatto sul mondo dell'alpinismo, in particolare per il rispetto dell'ambiente e l'etica dell'arrampicata, rimangono immortali, guidando le future generazioni di climber che continuano a percorrere le sue vie, considerate vere opere d'arte verticale.